Biglietteria on-line


Comune di Imola - sito ufficiale

dal 22 al 27 novembre 2011

Racconto d'inverno

di William Shakespeare
con Ferdinando Bruni, Cristina Crippa, Elena Russo Arman, Luca Toracca
traduzione e regia Ferdinando Bruni e Elio De Capitani

produzione Teatridithalia
con Corinna Agustoni, Cristian Giammarini, Nicola Stravalaci, Federico Vanni, Enzo Curcurù, Alejandro Bruni Ocaña, Camilla Semino Favro, Umberto Petranca
scene e costumi Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
luci Nando Frigerio


durata spettacolo: 2h 40min (circa)


Ma in inverno è meglio raccontare storie tristi, io ne so una di elfi e di folletti”.
Con questa battuta - del giovane principe Mamillio, segnato dal destino - si spiega il senso del titolo del Racconto d’inverno,
opera che si colloca tra le ultime composte da Shakespeare.
Siamo di fronte a una tragedia? No, tutt’altro.
Seconda la definizione degli studiosi si tratta piuttosto di una tragicommedia o di una commedia romanzesca, di quelle che fanno corona a un indiscusso capolavoro come La tempesta e che rispecchiano un momento di già matura, malinconica riflessione
sull’esistenza. E infatti nel trascorrere dei cinque atti si passa dalle atmosfere di grande tensione emotiva della prima parte, attraverso un quarto atto intriso di comicità solare, verso un
finale che riconcilia con la vita, carico di lirica dolcezza.

Ambientato in luoghi dal sapore esotico con una trama ricca di colpi di scena, tra viaggi avventurosi, tempeste, ritrovamenti insperati, il testo narra le vicende di Leonte, il re di Sicilia, che, posseduto da una gelosia cieca
e distruttiva, annienta tutto ciò che gli è più caro: la moglie Ermione, i figli Mamillio e Perdìta e l’amicizia di una vita con Polissene, re di Boemia.

I registi Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani ne parlano come di un “Otello senza Iago, dove la gelosia è trattata come un fenomeno puro che, né più né meno dell’innamoramento, può essere repentino e immotivato e non ha bisogno di sobillatori”.
Sedici anni dopo, il quarto atto ci introduce in un mondo bucolico, per raccontare l’amore clandestino tra Perdìta (incredibilmente sopravvissuta alla furia del padre) e Florizel, figlio di Polissene. Da qui in poi è un susseguirsi di situazioni comiche ed espedienti drammaturgici che portano dritti verso un finale sorprendente, dove alle classiche agnizioni e riconoscimenti, si aggiunge un’insperata “resurrezione”.


(C)opyright 2010 by Comune di Imola Via Mazzini, 4 40026 - Imola (Bo) - Tel +39 0542 602111 Fax +39 0542 602289
Powered by E-Mind