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Re Lear

la più titanica tragedia di Shakespeare, dramma dell’amore padri-figli e della follia

Dal 04 gennaio 2022 al 09 gennaio 2022
Teatro Ebe Stignani IT
Data Ora
04/01/2022 Dalle 21
05/01/2022 Dalle 21
06/01/2022 Dalle 21
07/01/2022 Dalle 21
08/01/2022 Dalle 15.30
09/01/2022 Dalle 15.30
Produzione: Compagnia Mauri Sturno – Fondazione Teatro della Toscana
Autore: William Shakespeare
Regista: Andrea Baracco
Musiche: Giacomo Vezzani, Riccardo Vanja
Scene: Maria Crisolini Malatesta
Luci: Umile Vainieri
Costumi: Maria Crisolini Malatesta
Attori: Glauco Mauri, Roberto Sturno, Linda Gennari, Melania Genna, Emilia Scarpati Fanetti, Francesco Sferrazza Papa, Woody Neri, Dario Cantarelli, Laurence Mazzoni, Xhulio Petushi, Marco Blanchi, Francesco Martucci

riduzione e adattamento di Andrea Baracco e Glauco Mauri

durata 2 ore e 50 minuti

La storia

L’anziano re di Britannia Lear decide di abdicare al trono e di dividere il proprio regno tra le sue tre figlie, in proporzione, però, all’amore che le figlie sapranno dimostrargli. Goneril e Regan, le figlie maggiori sposate rispettivamente ad Albany e Cornwall, gli giurano un immenso affetto, ma mentono. Cordelia, invece, la figlia minore e la preferita di Lear, si rifiuta di partecipare alla gara e, rimasta in silenzio, si giustifica dicendo che non trova le parole per esprimere l’amore per il padre…

 Il cast                                   

Glauco Mauri nella sua lunga carriera artistica ha dato vita a 24 personaggi shakespeariani e affronta, diretto da Andrea Baracco, per la terza volta Re Lear, la prima volta nel 1984 e la seconda nel 1999 con la sua regia, per un totale di 500 repliche. Roberto Sturno è il conte di Gloucester, al fianco di Mauri anche nelle due passate edizioni nel ruolo del Matto.

 Lo spettacolo

Secondo il regista Andrea Baracco, Re Lear è una storia di “padri indegni che hanno generato figli inetti, con le madri assenti, estromesse dal dramma; parafrasando Amleto, qui la fragilità è tutta e solo maschile. Nessuno dei personaggi è in grado di regnare, di assumersi l'onere del potere, nessuno sembra avere la statura adatta, nessuna testa ha la dimensione giusta per la corona, chi per eccesso, vedi Lear, chi per difetto, vedi tutti gli altri. Solo giganti o nani in questo universo dipinto da Shakespeare.”

 Perché vederlo?

I tormenti di Lear, di Gloucester, i turbamenti di Edgar, i desideri di Edmund, i tremori e i terrori delle tre figlie del Re, Cordelia, Goneril e Regan, attraggono da sempre perché la complessità e in alcuni casi la violenza che produce il conflitto generazionale è per forza di cose universale. Questa tragedia è una delle più nere e per certi versi enigmatiche tra quelle del Bardo, ma sotto quel nero sembra splendere qualcosa di incredibilmente luminoso e proprio questa luce sepolta dall'ombra la rende così affascinante.

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