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Maria Stuarda

il rapporto fra donne e potere, lo scontro fra mondo maschile e mondo femminile, in un dialogo fra due grandi ombre del passato

Dal 27 gennaio 2021 al 31 gennaio 2021
Teatro Stignani IT
Data Ora
27/01/2021 Dalle 21
28/01/2021 Dalle 21
29/01/2021 Dalle 21
30/01/2021 Dalle 15:30
Dalle 21
31/01/2021 Dalle 15:30
Produzione: Palcoscenico Italiano
Autore: Dacia Maraini
Regista: Daniele Salvo
Scene: Alessandro Chiti
Luci: Giuseppe Filipponio
Costumi: Martina Piezzo
Attori: Lina Sastri, Galatea Ranzi

liberamente tratto dalla Maria Stuarda di Friedrich Schiller

durata 1 ora e 30 minuti


La storia 

Dal torrente del tempo passato, da un Cinquecento sepolto nella memoria, oscuro e gelido, emergono le ombre di Maria Stuar da ed Elisabetta d’Inghilterra. Sono ombre non pacificate, attraversate da passioni violente, rivendicazioni, ciechi desideri di vendetta, memorie illusorie. Il sangue rifluisce rapido nelle loro vene, le riporta in vita e gli dona la possibilità di ripercorrere le loro storie infelici. Non sono più esseri umani. Nella povera stanza immaginata da Dacia Maraini, si tendono i fili di un teatrino meccanico: Elisabetta I, la bastarda protestante, si mostra in tutta la sua violenta passionalità; Maria Stuarda la cattolica, combatte ancora per il regno d’Inghilterra.


Il cast
Lina Sastri interpreta il ruolo della cattolica Maria Stuarda, mentre Galatea Ranzi dà corpo allo spirito inquieto della spietata Elisabetta I. Le due protagoniste si scambiano continuamente le parti in un gioco virtuosistico spiazzante e perturbante, in una sorta di carillon magico senza tempo, che le porta a rivivere ancora per un istante l’ebbrezza della loro vita terrena mai dimenticata.

Lo spettacolo 

Questo testo della Maraini è in realtà una rilettura “capovolta” dell’omonima opera di Schiller. Sono molteplici i temi: il rapporto fra donne e potere, lo scontro fra mondo maschile e mondo femminile, il mondo intimo e privato sacrificato alla ragion di Stato, la solitudine dei governanti, la lotta contro un mondo politico dominato esclusivamente da uomini, il desiderio di affermare le decisioni personali, la caparbietà e la tenacia delle due sovrane, lo scisma religioso tra cattolici e anglicani (Elisabetta è la figlia di Anna Bolena ed Enrico VIII), il cinismo e il disincanto degli uomini politici e dei governanti, l’indagine sull’universo femminile. 

Perché vederlo?

Che effetti può avere su una donna il richiamo del potere? Come può una donna esserne trasformata al punto di divenire cieca, priva di morale e di senso comune? Il potere incide irrimediabilmente sul corpo del leader, sottoposto ad un progressivo degrado fisico e morale. Queste due grandi donne non s’incontreranno mai di persona, ma solo in sogno; e l’intero testo, in fondo, è un sogno fatto da due anime. Sono anime inquiete che chiedono attenzione, scrivono lettere innamorate, sognano case, regni, nuove vite, frescura perenne.


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