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Qui e Ora

Paolo Calabresi e Valerio Aprea protagonisti di un atto unico scritto e diretto da Mattia Torre

Dal 04 aprile 2018 al 08 aprile 2018
Teatro Stignani IT
Data Ora
04/04/2018 Dalle 21:00
05/04/2018 Dalle 21:00
06/04/2018 Dalle 21:00
07/04/2018 Dalle 15:30
Dalle 21:00
08/04/2018 Dalle 15:00
Produzione: Nuovo Teatro diretto da Marco Balsamo
Autore: Mattia Torre
Regista: Mattia Torre
Musiche: Cristiano Paliotto
Scene: Beatrice Scarpato
Luci: Luca Barbati
Costumi: Antonella D’orsi
Attori: Paolo Calabresi, Valerio Aprea

durata 1 ora e 15 minuti

 

La storia

 

Un incidente appena avvenuto in una strada secondaria di un’isolata periferia romana, vicina al grande raccordo anulare, completamente deserta, senza passanti né case, nei campi, nel nulla. Due scooter di grossa cilindrata subito dopo l’impatto, il primo ribaltato, idealmente conficcato a terra, il secondo irriconoscibile, un disastro di lamiere ancora fumanti. A terra, a pochi metri l’uno dall’altro, due uomini sulla quarantina; il primo,  immobile, potrebbe essere morto, l’altro muove un piede, a fatica si alza. E anche il primo apre gli occhi. Avrebbero bisogno di aiuto ma non lo avranno, avrebbero bisogno di cure ma i soccorsi non arriveranno prima di un’ora e mezza. Intorno a loro, niente e nessuno..

 

Il cast

 

Paolo Calabresi e Valerio Aprea sono i protagonisti assoluti di un atto unico molto performativo. I due attori si lanciano senza paracadute nella dialettica creata da due opposte derive:  un senso di inadeguatezza che porta a perdersi (come nel caso di Claudio Aliotta, interpretato da Valerio Aprea) e il cinismo feroce che porta al male (come per Aurelio Sampieri, interpretato da Paolo Calabresi).

 

Lo spettacolo

 

“Qui e Ora” racconta un ansiogeno, violento e comico duello tra due uomini che pur essendo entrambi vittime della ferocia dei nostri tempi, si riconoscono come nemici. Nell’ora e dieci di attesa dei soccorsi, che è il tempo teatrale della vicenda,

la rappresentazione dello scontro tra due motorini esprime il cinismo e il senso di lotta dell’Italia di oggi, sempre a un passo dalla guerra civile, in cui la cattiva amministrazione genera sfiducia non solo delle persone verso le istituzioni, ma anche tra cittadini e cittadini, in un clima sempre più teso e violento, che trova il suo apice nelle metropoli.

 

Perché vederlo?

 

Perché anche in un Paese complicato e in crisi come il nostro, il teatro può e deve, militando, lanciare grida disperate, esorcizzare fatti terribili, e lanciare taciti giocosi inviti alla concordia.

 

 

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