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Riccardo 3 - L'avversario

Liberamente ispirato al “Riccardo III” di William Shakespeare e ai crimini di Jean-Claude Romand

Dal 19 gennaio 2022 al 23 gennaio 2022
Teatro Ebe Stignani IT
Data Ora
19/01/2022 Dalle 21
20/01/2022 Dalle 21
21/01/2022 Dalle 21
22/01/2022 Dalle 15.30
Dalle 21
23/01/2022 Dalle 15.30
Produzione: Arca Azzurra, in collaborazione con Le tre corde/Compagnia Vetrano Randisi
Autore: Francesco Niccolini
Regista: Enzo Vetrano e Stefano Randisi
Scene: Mela Dell’Erba
Luci: Max Mugnai
Costumi: Mela Dell’Erba
Attori: Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Giovanni Moschella

durata 1 ora e 30 minuti

Il cast
La vicenda artistica di Stefano Randisi ed Enzo Vetrano ha origine da una città comune, Palermo. Qui si incontrano nel 1976 all’interno dell’esperienza del Teatro Daggide e da allora formano una coppia inseparabile. Imolesi d’adozione, tornano quest’anno al teatro Stignani a cinque anni di distanza dal successo de L’onorevole, di Leonardo Sciascia. Pluripremiati per il loro lavoro di ricerca e innovazione su testi della tradizione, nel settembre del 2011 hanno vinto il premio Le Maschere del Teatro Italiano con lo spettacolo I Giganti della Montagna per la categoria “Miglior spettacolo di prosa” e nel 2010 hanno ricevuto il premio Hystrio-Anct. Del 2007 è il premio ETI – Gli Olimpici del Teatro come miglior spettacolo per Le smanie per la villeggiatura di Carlo Goldoni.

Lo spettacolo
Enzo è Riccardo. Stefano è Lady Anna, ma è anche un sicario, Giorgio di Clarence, Buckingham, Edoardo e Richmond. Giovanni è tutti gli altri personaggi: un altro sicario, Hastings, Elisabetta, il principino, Margherita, il sindaco di Londra, Stanley. Pochi attori e molti forse. In questa messa in scena i forse sono più delle certezze. Quando lo spettacolo inizia, Enzo si sveglia da un lungo sonno iniziato prima dell'ingresso del pubblico. È seduto su quello che dovrebbe essere un trono. Ma intorno tutto è bianco e verde acido, ricorda molto da vicino la stanza di un ospedale psichiatrico. Peggio: un manicomio criminale. O forse il manicomio è dentro la testa di Enzo. Due uomini parlano sottovoce. Forse sono dei sicari. Forse. O forse sono due incubi venuti per tormentare Riccardo. O Enzo. Il dramma ha inizio: la corona passa da una testa a un'altra, la ghigliottina si abbatte feroce, le campane suonano a festa o a morto, mentre un corvo si aggira, come se quel luogo gli appartenesse. Un luogo pieno di spettri e fantasmi.

Perché vederlo?
Mentre rivive la vicenda di Riccardo di Gloucester – il malvagio più malvagio ma al tempo stesso più terribilmente simpatico mai creato dal genio umano – e dei suoi omicidi seriali, di tanto in tanto, la vita ospedaliera si mescola alla finzione. Da fuori si sentono tuoni e fulmini, ci sono inattesi silenzi, una cartella clinica da leggere, aggiornare o firmare. E soprattutto, c'è un'iniezione che incombe, come una spada di Damocle. O piuttosto di Richmond, in questo caso. Parafrasando Amleto, tutto il mondo non è solo una prigione, ma un manicomio. E la via d'uscita, una sola.

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