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Il padre

Un padre,una figlia,una storia dolorosamente poetica

Dal 14 febbraio 2018 al 18 febbraio 2018
Teatro Stignani IT
Data Ora
14/02/2018 Dalle 21:00
15/02/2018 Dalle 21:00
16/02/2018 Dalle 21:00
17/02/2018 Dalle 15:30
Dalle 21:00
18/02/2018 Dalle 15:30
Produzione: Goldenart production
Autore: Florian Zeller
Regista: Piero Maccarinelli
Musiche: Antonio Di Pofi
Scene: Gianluca Amodio
Luci: Umile Vainieri
Costumi: Alessandro Lai
Attori: Alessandro Haber, Lucrezia Lante Della Rovere, David Sebasti, Daniela Scarlatti, Ilaria Genatiempo, Riccardo Floris

durata 1 ora e 30 minuti

                                   

La storia

 

Andrea è un uomo molto attivo, nonostante l’età, ma mostra i primi segni di una malattia che potrebbe essere il morbo di Alzheimer. Sua figlia Anna, che gli è molto legata, spinge Andrea a stabilirsi nel grande appartamento che condivide col marito. Ma le cose non vanno come previsto: il padre di Anna è un personaggio fantastico, colorato, ma che non intende rinunciare alla sua indipendenza. La sua progressiva degenerazione getta i familiari nella costernazione, ma la situazione, seppur tragica, viene affrontata con la leggerezza e la pungente ironia tipica delle commedie di Florian Zeller.

 

Il cast

 

Attore di grande personalità, Alessandro Haber nella scelta dei suoi ruoli ha sempre spaziato tra il genere drammatico e comico, lavorando con i migliori registi del cinema italiano. Lucrezia Lante Della Rovere, dopo avere esordito giovanissima come attrice e modella, da anni alterna la fiction con il teatro, riscuotendo ovunque riconoscimenti grazie a intuizioni artistiche misurate e originali.

 

Lo spettacolo

 

“Il Padre”, “Le Père”, debutta a Parigi nel 2012 e replica sulle scene francesi per due anni, riscuotendo un grandissimo successo. Nel 2014 si aggiudica il Prix Molières come migliore spettacolo dell’anno. Al 2015 risale l’adattamento cinematografico di Philippe Le Guay, col titolo “Florida”. Il testo di Zeller è stato inoltre rappresentato a Londra e a Broadway. Grazie a una sensibilità non comune l’autore riesce a trasmettere empaticamente le contraddizioni del protagonista, che perdendo le facoltà logiche e analitiche, rinuncia all’ autonomia, ai ricordi, alla felicità della sua famiglia.

 

Perché vederlo?

 

La forza di questa pièce consiste nel saper raccontare con delicatezza e intelligenza lo spaesamento di un uomo la cui memoria comincia a vacillare, confondendo tempi, luoghi e persone. Con grande abilità l’autore coinvolge il pubblico nel percorso dolorosamente poetico del protagonista, che non riesce più a distinguere il reale dall’immaginario.

 

 

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